Un articolo apparso pochi giorni fa su Vatican News, il portale di informazione ufficiale della Santa Sede – intitolato "Il Papa riconosce le virtù eroiche di sei nuovi Venerabili" (https://www.vaticannews.va/en/pope/news/2026-10/pope-leo-recognises-heroic-virtues-of-six-new-venerables.html) – traccia un breve profilo biografico di questi candidati alla santità; tra loro figura la neo-Venerabile Margarita Bavosi, membro consacrato del Movimento dei Focolari.
Come autore di Le armate del papa – il primo libro d'inchiesta, basato su ricerche condotte a livello internazionale, sui nuovi movimenti di stampo settario all'interno della Chiesa cattolica (tra cui il Movimento dei Focolari) – e avendo io stesso fatto parte del Movimento come membro consacrato per nove anni, conosco bene la "falsa storia", o meglio il negazionismo storico, che caratterizza questa organizzazione. Sebbene non si tratti di un fenomeno estremo quanto la negazione dell'Olocausto, il Movimento dei Focolari apporta sottili modifiche alla propria storia per celare aspetti che, agli occhi di un osservatore esterno, potrebbero risultare problematici. Come soleva dire una mia acuta amica: "le mezze verità sono più pericolose delle menzogne".
Nello specifico, mi riferisco a un passaggio della breve biografia di Margarita Bavosi pubblicata su Vatican News: "La sua personalità spontanea e ottimista le ha guandagnato il soprannome di 'Luminosa'". Anche se i focolarini custodiscano gelosamente i propri segreti (che sono numerosi), persino i membri periferici – definiti, in modo alquanto singolare, "aderenti" – sanno bene che la fondatrice (e Presidente a vita) del Movimento, Chiara Lubich aveva l'abitudine di dare alle persone "nomi nuovi". Diede avvio a questa prassi il 7 dicembre 1943, cambiando il proprio nome da Silvia a quello – più affascinante e, allo stesso tempo, piu santo – di Chiara, in onore di santa Chiara d'Assisi. La formulazione utilizzata da Vatican News riguardo all'origine del nome "Luminosa" lascia intendere un evento spontaneo, quasi come potrebbe accadere tra compagni di scuola o nel gruppo delle guide o gli scout; in realtà, quel "nome nuovo" le fu conferito direttamente da Chiara Lubich.
Questa pratica era in uso fin dagli albori del Movimento, ma, a partire dagli anni '70, il desiderio di ricevere un "nome nuovo" divenne, tra i membri, una sorta di bramosia collettiva. Ciò era particolarmente vero per i membri più giovani, in un periodo in cui il movimento stava iniziando a diffondersi molto rapidamente tra i giovani di molti paesi attraverso il movimento giovanile Gen (Nuova Generazione), fondato da Lubich a metà degli anni Sessanta. Conoscevo persone che avevano sostituito i loro nomi originali con nomi nuovi, come "Sprint", "Alleluia","Grazie", o "Freccia" che venivano effettivamente utilizzati nella vita quotidiana. La persona che succedette alla Lubich alla presidenza del movimento, Maria Voce, era nota con il nome di "Emmaus".
La cosa potrebbe apparire graziosa e innocente; tuttavia, se si considera che ai membri veniva richiesto di rinnegare il proprio passato (spesso gli amici e familiari compresi) e di "perdere la propria personalità" — i propri ricordi, pensieri e immaginazione — l'assegnazione di un "nome nuovo" assume una connotazione inquietante. «I figli di Dio non hanno pensieri... Ciò che viene chiesto è il distacco dal nostro modo di pensare, dal pensare stesso. Si tratta del non-essere della mente... E questo vale anche per la nostra volontà, la nostra memoria, la nostra immaginazione». Chiara Lubich, citata in Chiara Lubich: Discorso inaugurale di Sophia, analisi e interpretazione, di Piero Coda, Claritas: Journal of Dialogue and Culture, vol. 7, n. 1/2 (novembre 2018) Quale modo migliore per cancellare il proprio passato, la propria personalità, i ricordi, i pensieri e l'immaginazione, se non quello di ricevere un "nome nuovo" direttamente dalla Fonte di Tutta la Sapienza? Attraverso l'attribuzione di un "nome nuovo", Chiara finisce per "marchiare" le persone, arrivando persino a "possederle". Nella maggior parte dei casi, Chiara non conosceva nemmeno le persone a cui assegnava i nomi; si avvaleva, anzi, di una segreteria multilingue che gestiva la sua voluminosa corrispondenza: una vera e propria "fabbrica" di "nomi nuovi". Di conseguenza, l'idea che il nome "Luminosa" avesse un qualche legame con la vera Margarita appare quanto mai sospetta.
Vorrei inoltre sottolineare che termini come "spontaneo" o "ottimista" non si conciliano affatto con l'ethos del movimento dei Focolari. La cultura di questo movimento è definita tanto dalle parole che non vengono mai utilizzate, quanto da quelle che invece sono in uso — spesso però con un sensus focolarinus, leggermente alterato, - o talvolta con un significato del tutto diverso. Mentre ero membro del movimento, non ho mai sentito usare tali termini per descrivere persone in un senso positivo; anzi, verrebbero percepiti più come insulti che come complimenti. All'interno dei Focolari nessuno può essere spontaneo, poiché le regole sono talmente minuziose e rigide da non lasciare alcuno spazio alla spontaneità. Le persone spontanee, di fatto, tendono ad essere emarginati.
Anche il termine "ottimista" contrasta con una cultura in cui ci si aspetta che l'individuo sia, per così dire, "avido di sofferenza" (o, come diciamo in inglese, "ghiottoni per la punizione"). Uno dei testi fondamentali della Lubich — che eravamo tenuti a prendere a modello — faceva riferimento alla sua dottrina di "Gesù abbandonato", richiamando il grido di Cristo sulla croce: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". In un brano del testo lubichiano - Ho un solo sposo sulla terra - si legge: "[sono] assetata di dolori, di angoscie, di disperazioni, di malinconie, di distacchi, di esilio, di abbandoni, di strazi." E prosegue: «Dimentichiamo tutto nella vita – impegni, lavoro, persone, responsabilità, fame, sete, riposo, persino le nostre stesse anime... per possedere soltanto Lui [ovvero la sofferenza]». Non c’è molto ottimismo qui, mi pare. Forse l’unico «ottimismo» nel Movimento dei Focolari risiede nella speranza di raggiungere il paradiso, a qualunque costo.
Il riferimento alla personalità di Margarita/Luminosa è anch'esso impreciso, dato che nel movimento dei Focolari non è consentito avere una personalità.
Sbalordisce quanta "falsa storia" si possa racchiudere in una sola frase.
*Bantam Books, Londra, 1995; pubblicato anche negli Stati Uniti e in Germania.

